la casa

CASAMENINI si trova in pieno centro a Valvasone, uno dei più suggestivi tra “I Borghi più belli d’Italia”. La posizione privilegiata, regala l’opportunità di un soggiorno rilassante e confortevole all’interno delle antiche mura, tra le bellezze architettoniche dei monumenti, gli incantevoli scorci su corti e giardini, le accoglienti piazze, le vie in ciottolato e le facciate austere degli edifici.

Progettata negli anni sessanta dall’Architetto Gianni Avon, è stata ultimata nel 1963 rappresentando, per l’epoca, un esempio d’avanguardia di un nuovo stile costruttivo impostato sulla definizione schematica dei volumi, sulla pulizia delle linee e la razionalità distributiva degli spazi. Questi modelli architettonici innovativi venivano proposti nelle città al fianco delle storiche facciate apparendo, talvolta, eccessivamente audaci. In realtà, il competente spirito di osservazione, può far comprendere che la scelta di queste soluzioni  veniva sviluppata in seguito all’ approfondito studio e conseguente rielaborazione del contesto edificativo preesistente.

Il marcato rinnovamento dei centri urbani e residenziali di quegli anni, ha contagiato anche i piccoli borghi rurali come Valvasone ma la rivalutazione tardiva ed  inaspettata del suo centro storico, avvenuta in seguito alla ricostruzione post sisma del 1976, ha definito un’ inversione di tendenza e determinato l’integrale recupero del grande patrimonio immobiliare e monumentale che, unitamente al Castello,  rappresenta, ora, un importante elemento di attrazione per il turista.

Al giorno d’oggi, CASAMENINI, appare in evidente contrasto con la tipicità storica medievale di molte costruzioni circostanti. Tuttavia, rappresenta una testimonianza dell’estro e dello spirito innovativo di uno tra i più importanti architetti contemporanei del Friuli che, assieme a Marcello D‘Olivo, è considerato esponente autorevole della “nouvelle vague” di professionisti udinesi della seconda metà del secolo scorso.

L’interpretazione in chiave moderna della location, la piacevole atmosfera e gli arredi  in stile “minimal” si contrappongono all’unicità del contesto storico, regalando particolari ed indimenticabili suggestioni alla permanenza nel cuore di un antico borgo del Friuli.

gli interni

CASAMENINI, oltre alle tre camere ciascuna con il proprio bagno,  dispone di un ampio e luminoso soggiorno con arredamento moderno e confortevole che si divide in zona relax, dotata di caminetto, libreria e comodi divani e zona breakfast che dispone di quattro tavolini, per un totale di otto posti a sedere e un ampio spazio dedicato al buffet della prima colazione. Il locale cucina è ad uso privato ma, previo accordo, può essere limitatamente utilizzato. La piccola terrazza condivisa è un ottimo punto di osservazione sullo splendido centro storico e permette di seguire la vita del borgo antico da una loggia privilegiata.

il territorio

Valvasone è un piccolo borgo medioevale, situato nel cuore della pianura friulana, proprio a ridosso dell’ampia sponda destra del fiume Tagliamento che “divide” la regione in senso longitudinale dai monti della Carnia alle spiagge di Lignano e Grado.  Una posizione strategica che consente il raggiungimento delle località sia montane che marine in brevissimo tempo. L’appartenenza al club dei Borghi più Belli d’Italia lo rende frequentato assiduamente da visitatori. La presenza di esercizi commerciali e locali pubblici ne alimenta la vivacità ma permette, comunque, un tranquillo e sereno soggiorno, tenendo però  in  considerazione che CASAMENINI è situata in pieno centro.

Il campanile del Duomo principale della vicina piazza Libertà, scandice il passare delle ore con i suoi rintocchi e l’antico campanone rinnova l’inossidabile tradizione della scampanata delle 22.00. Sono suoni che possono sorprendere chi non ne è abituato ma fanno parte della storia della comunità e del piccolo borgo.

cenni di storia

Francesco Beretta, nella descrizione della Patria del Friuli edita nel 1753, citò anche Valvasone, giudicandolo un centro «degno di qualche considerazione» e sottolineando che si trattava di un «luogo di passaggio perla Germania».

Proprio la particolare collocazione della cittadina, situata sul guado del fiume Tagliamento lungo quella che per secoli è stata un’asse fondamentale per la viabilità di questa parte d’Europa, ne ha determinato in ampia misura la storia e lo sviluppo.

Un insieme di eventi, questo, che ha dato origine a uno dei luoghi più affascinanti della pianura friulana, meta costante di visite, in cui è possibile ritrovare intatti ambienti e atmosfere medievali e rinascimentali.

L’interesse dei singoli edifici, unito all’armonia di un impianto urbanistico inalterato, rappresenta certamente un’attrattiva di grande richiamo culturale e turistico, cui si associano notevoli eventi e manifestazioni, capaci di valorizzare ulteriormente un borgo considerato – giustamente – tra i più belli d’Italia.

Nella sua storia secolare Valvasone ha attraversato momenti di difficoltà a causa di fatti bellici (si pensi all’ assedio turco del 1499, alla battaglia del Tagliamento nel 1797 e alle due Guerre Mondiali), di rivolte (quella del 1511) e di sciagure naturali, cui la comunità ha opposto importanti occasioni d’arte (gli affreschi della chiesa dei Santi Pietro e Paolo e del castello, l’organo del duomo) e di cultura (le opere di Erasmo da Valvason), ponendosi anche al centro di avvenimenti di portata internazionale, come il passaggio di papa Pio VI nella primavera del 1782 (diretto a Vienna per una storica visita) e quello di Napoleone nel 1797. (Prof. Paolo Pastres dal sito www.borgoanticodivalvasone.it)

Il medioevo è il periodo che più di altri ha caratterizzato la storia di Valvasone. A quell’epoca risalgono infatti il castello, l’impianto urbanistico, le chiese, ma anche il nome stesso del paese dall’antico tedesco: WAL ” altura, rialzo” e WASO “prato”, quindi “prato con alture” al pari di quello e di altre località già facenti parte del territorio amministrativo del castello: per esempio Rupa, dallo sloveno RUPA “buca, fossa” o Postoncieco, dallo sloveno PUSTINCA, diminutivo di PUSTINA “terra incolta”.

Pur tuttavia le origini di Valvasone vanno cercate nell’età romana, al limite settentrionale della centurazione dell’agro di Concordia, lungo la strada che attraversava i guadi del Meduna e del Tagliamento e che si congiungeva con una via che portava al Noricum  (Austria).

Pure remoto è il primo impianto del castello, del quale si ha testimonianza per la prima volta nel 1206, ma di cui alcune caratteristiche rimandano a strutture difensive e di avvistamento della tarda antichità. Nel XII-XIII secolo questo castello era abitato da una nobile famiglia di feudatari, imparentata con gli Sbroiavacca, che amministrava per conto dei patriarchi di Aquileia un vasto territorio posto sulle due rive del Tagliamento, grossomodo corrispondente a quello oggi compreso entro i confini dei comuni di Valvasone, Arzene, San Martino al Tagliamento e Sedegliano.

Un’area che dal punto di vista ecclesiastico, costituiva allora la parte meridionale della pieve di Cosa (San Giorgio della Richinvelda), da cui venne staccata dal vescovo di Concordia, nel 1355, la parrocchia di Valvasone, comprendente le cappelle di San Martino e di Arzene: decisione questa giustificata evidentemente dall’importanza assunta dal luogo e dalla famiglia che ne deteneva la giurisdizione. Anzi, proprio in virtù di tale potenza, ai signori di Valvasone fu concesso il privilegio, conservatosi tale sino ai giorni nostri, di scegliere il parroco per la chiesa del luogo (giuspatronato).

Questi trecenteschi signori di Valvasone che vedevano la loro chiesa eretta in parrocchiale, non erano però più quelli imparentati con gli Sbroiavacca. In seguito alle guerre feudali della seconda metà del Duecento difatti era subentrato un nuovo casato, imparentato questa volta con gli Spilimbergo, e denominato Valvason-Cucagna, che ha tenuto successivamente per lunghi secoli il castello.

Intanto il luogo era cresciuto d’abitanti e d’importanza, con il sorgere, al di fuori delle mura, di borghi in cui si concentrava la popolazione che lavorava la terra e che svolgeva attività artigianali. Analogamente a quanto accadeva in altre parti del Friuli, i rapporti della comunità con i signori castellani furono regolati da appositi Statuti datati al 1369. Quando, nel 1419-1420, la regione fu conquistata da Venezia, la dinastia dei Valvasone rimase al suo posto, anche se perse buona parte dei poteri di un tempo.

Continuava tuttavia a detenere il possesso della terra, il controllo sociale, l’amministrazione della giustizia, la facoltà di intervenire nelle vicende ecclesiastiche in virtù del diritto giuspatronale.

Oltre alla parrocchia del SS. Corpo di Cristo, il cui titolo si legava al miracolo della Sacra Tovaglia (1294 o 1394 ?), esistevano in paese altre chiese ed un convento. La vita religiosa in Valvasone fu infatti assai fervida nel medioevo e nell’età moderna. Il duomo costruito nella seconda metà del ‘400, veniva officiato da una collegiata di sacerdoti con obbligo di coro. Nell’antica parrocchiale, dedicata a S. Giovanni Evangelista (o Battista ?) ed alla Madonna, nel 1485 s’erano insediati i Servi di Maria per i quali era stato edificato anche apposito convento; la chiesa stessa era per lo meno dalla metà del Trecento un santuario, centro di devozione popolare, per la presenza di un’icona della Vergine allattante il Bambino; già anteriormente al 1355 prosperava una confraternita laicale intitolata a Maria dedita alle opere di religione e di carità, esercitate, queste ultime, all’interno di un piccolo ospedale in cui trovavano rifugio ed assistenza poveri del luogo, viandanti e pellegrini. Durante i secoli XVI-XVIII, nel castello, nel borgo, nelle adiacenti campagne la vita si svolgeva entro le antiche consuetudini medievali, non senza momenti di ribellione quali furono, ad esempio, quelli della rivolta contadina del 1511 oppure di tensione costituiti, ancora ad esempio, dai molteplici tentativi d’arginare l’impeto delle acque del Meduna e soprattutto del Tagliamento che tante difficoltà creavano alle coltivazioni, all’abitabilità, alla viabilità.

A questo piccolo mondo antico, aggruppato attorno ai Valvasone, posero termine, con la caduta della Repubblica di S. Marco, le armate napoleoniche che proprio qui nel 1797 lasciarono ricordo del loro primo passaggio nella vittoriosa battaglia del Tagliamento e di Valvasone contro le truppe austriache. La giurisdizione feudale fu abolita ed il luogo elevato a capitale di un distretto amministrativo, il Cantone di Valvasone, che però non ebbe continuità nel corso dell’Ottocento.

Per gli anni e i decenni successivi, la storia di Valvasone è quella del Friuli e, dal 1866, quella d’Italia. (Pier Carlo Begotti dalla pubblicazione: Valvasone, Guida all’incontro)

Il seguente video racconta, attraverso la suggestione delle immagini, le particolarità storiche e spiega le caratteristiche architettoniche e costruttive del borgo antico di  Valvasone.