{"id":1292,"date":"2017-11-24T10:52:55","date_gmt":"2017-11-24T09:52:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.casamenini.it\/?page_id=1292"},"modified":"2021-06-24T11:09:30","modified_gmt":"2021-06-24T09:09:30","slug":"valvasone-arzene","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.casamenini.it\/?page_id=1292","title":{"rendered":"Valvasone-Arzene"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom    text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">VALVASONE<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla destra del Tagliamento, a ridosso dell\u2019antico guado che permetteva il passaggio di viandanti e pellegrini, sorge uno dei borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia: Valvasone. Il centro storico abbraccia il visitatore con il suo ambiente familiare quasi intatto nel suo aspetto medievale. Valvasone deve, infatti, all\u2019epoca medievale il suo impianto urbanistico costituito da graziose calli e piazze con le antiche dimore munite di portici o di preziosi decori, le sue chiese ed il suo imponente maniero, cos\u00ec come il nome che deriverebbe dal tedesco wolfes + h\u00f6fe ovvero \u201cmasseria del lupo\u201d (toponimo giustificante l\u2019arma dei conti di Valvasone, ossia un lupo nero in campo bianco).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525514488  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">Il CASTELLO<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e8 il fulcro che diede vita al primo nucleo del borgo di Valvasone. Esso domina l\u2019omonima piazza che, come un prezioso sipario, ne incornicia l\u2019entrata. Fu costruito in muratura su preesistenze tardo antiche nella seconda met\u00e0 del \u2018200 grazie a Corrado di Valvason. Incendiato, ricostruito e danneggiato pi\u00f9 volte, anche dagli eventi sismici dei nostri tempi, ha subito nel corso dei secoli notevoli modifiche ed appare oggi come un palazzo rinascimentale ormai privo dei sistemi difensivi di cui era dotato in origine.<br \/>\nNel corso dei secoli ha ospitato diversi personaggi importanti come papa Gregorio XII nel 1409, papa Pio VI nel 1782 e Napoleone Bonaparte nel marzo del 1797. Grazie ai recenti restauri l\u2019ala centrale del castello, di propriet\u00e0 comunale, ha ripreso a vivere donando al visitatore il piacere di gustare delle vere meraviglie.<br \/>\nAll\u2019interno, infatti, \u00e8 possibile ammirare un prezioso TEATRINO, ad uso privato, di fine \u2018700 attorniato da uno splendido fregio pi\u00f9 antico, risalente alla fine del \u2018500, affrescato con putti e scene tratte dalla mitologia classica. Quest\u2019ultimo \u00e8 stato ispirato dall\u2019opera del grande letterato e umanista ERASMO di VALVASON conte di Valvasone vissuto nel \u2018500, autore di poemi come \u201cLa Caccia\u201d e \u201cL\u2019Angeleida\u201d e traduttore di opere classiche greche. In un\u2019altra sala sono stati riportati alla luce affreschi della seconda met\u00e0 del \u2018300 raffiguranti, oltre a soggetti di tipo cortese, una curiosa scena, unica nel suo genere, che ha per protagonisti un asino ed un lupo in atteggiamenti umani. Nei piani superiori sono ospitati un Oratorio dedicato all\u2019Immacolata con stucchi tardo seicenteschi di BERNARDINO BARELIO, saloni con soffitti lignei cinquecenteschi e con decorazioni neoclassiche attribuite a DOMENICO PAGHINI.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525557069  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">IL DUOMO DEL SS.MO CORPO DI CRISTO<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">deve la sua edificazione e la sua intitolazione alla reliquia della Sacra Tovaglia conservata al suo interno.<br \/>\nLa costruzione inizi\u00f2 nel 1449 e si concluse con la consacrazione nel 1484. In origine lo stile del sacro edificio era il tardo-romanico mentre oggi la sua facciata si presenta in stile neogotico, frutto dei radicali interventi effettuati alla fine dell\u2019 \u2018800 che hanno coinvolto anche l\u2019interno. Il PORTALE \u00e8 arricchito dalle formelle dell\u2019artista contemporaneo Edo Janich.<br \/>\nAll\u2019interno, nell\u2019 unica navata, sono ospitate opere d\u2019arte di notevole pregio come l\u2019 ICONA della MADONNA ALLATTANTE (olio su tavola) attribuita al \u201cMaestro della Madonna di Tersatto\u201d proveniente dalla costa orientale dell\u2019Adriatico (scuola Dalmata) segnalata a Valvasone gi\u00e0 da met\u00e0 del XIV secolo; l\u2019ORGANO MONUMENTALE che \u00e8 l\u2019unico esempio esistente in Italia dell\u2019arte organaria veneziana del \u2018500 ancora funzionante nei suoi elementi originali. Quest\u2019ultimo di rara bellezza, sia per il prezioso nucleo fonico realizzato dal maestro organario Vincenzo Colombi nel 1532, sia per la stupenda cornice artistica opera di Giovanni Antonio de Sacchis detto \u201cil Pordenone\u201d e del suo discepolo e genero Pomponio Amalteo.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525572265  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">L\u2019 EX CHIESA di SAN GIACOMO<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e8 oggi sede dell\u2019Ufficio Turistico e della Vetrina del Territorio. Essa \u00e8 la prima chiesa di Valvasone citata in un documento nel lontano 1327. Probabilmente nel 1488 era stata gi\u00e0 sconsacrata in quanto il titolo era passato alla nuova chiesa del SS. Corpo di Cristo. All\u2019interno sono stati riportati alla luce gli antichi affreschi e il basamento dell\u2019antico altare.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525588263  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">LA CHIESA dei SS. PIETRO, PAOLO e S. ANTONIO ABATE<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sorge accanto all\u2019antico Ospitale a cui deve la sua edificazione e che dava rifugio ai pellegrini e viandanti di passaggio per il guado. All\u2019interno conserva pregevoli affreschi come la Crocifissione di Scuola Tolmezzina di met\u00e0 \u2018300 e, sulla parete sinistra, una serie di Santi realizzati agli inizi del \u2018500 dall\u2019artista di formazione veneziana Pietro da Vicenza: S. Pantaleo (invocato contro le infermit\u00e0 da consunzione), S. Biagio (contro il mal di gola), S. Lucia (protettrice della vista), S. Apollonia (contro il mal di denti), S. Cristoforo (protettore dei guadi), S. Girolamo e S. Antonio Abate (protettori degli animali) e la Trinit\u00e0 sulla parete laterale sinistra dell\u2019aula; S. Rocco, S. Sebastiano e S. Giacobbe (protettori dalla peste) con la Vergine e il Bambino sulla parete destra dell\u2019abside. In controfacciata \u00e8 possibile ammirare un piccolo organo portativo del \u2018600, di autore ignoto, inserito in una graziosa cantoria dipinta.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525610776  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">ARZENE<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome del paese deriva forse dall\u2019esistenza in passato di un argine eretto a protezione dell\u2019abitato dalle piene di un fiume. Sarebbe facile pensare al Tagliamento, ma potrebbe trattarsi anche dell\u2019argine che conteneva il fiume Meduna, che fino a un secolo e mezzo fa scorreva proprio nei pressi del paese. Diverse sono le abitazioni o architetture rurali costruite con i bianchi sassi dei fiumi. Il primo nucleo abitativo del paese \u00e8 stato forse il borgo \u201cCj\u00e0 di Sot\u201d dove sorge la CHIESETTA DI SANTA MARGHERITA e dove fino agli anni 70\u2019 del Novecento si svolgeva la \u201cFiesta dai Puls\u201d molto rinomata nella zona per la pista da ballo e l\u2019albero della cuccagna.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525631454  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">LA CHIESETTA DI SANTA MARGHERITA<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il cui nucleo primitivo risalirebbe al Mille, fu riedificata pi\u00f9 volte come testimoniano le fondamenta di due precedenti costruzioni emerse durante i lavori di restauro nel 1977. Il documento pi\u00f9 antico che tratta di questa chiesa \u00e8 uno scritto, su pelle di capra, datato al 1332. L\u2019edificio attuale risale al Cinquecento e presenta una facciata semplice in stile romanico alla cui sommit\u00e0 c\u2019\u00e8 un piccolo campanile a vela. All\u2019interno vi si conservano numerose opere d\u2019arte tra affreschi e dipinti in gran parte cinquecenteschi di notevole pregio come la PALA dell\u2019 ALTARE MAGGIORE raffigurante Santa Margherita, San Sebastiano e San Rocco, eseguita dall\u2019artista friulano POMPONIO AMALTEO (1505-1588) databile agli anni immediatamente seguenti al 1565, per affinit\u00e0 stilistiche ad altre opere dello stesso artista. Alla base della pala, nella predella di legno, Amalteo dipinge tre scene del Martirio di Santa Margherita che per velocit\u00e0 e freschezza dei tocchi di colore fanno ben comprendere la grandezza dell\u2019artista. Sulla parete sinistra della chiesa si pu\u00f2 ammirare un trittico raffigurante San Michele, San Giovanni Battista e Santa Margherita attribuito all\u2019artista, nonch\u00e9 genero dell\u2019Amalteo, Giuseppe Moretto (doc. 1570- 1628); mentre nella parete destra si conservano affreschi votivi cinquecenteschi. Le pareti del presbiterio sono decorate con affreschi del pordenonese GASPARE NARVESA di inizi \u2018600: sulla parete di fondo l\u2019Annunciazione, lungo la parete sinistra gli Apostoli. Le figure apostoliche della parete destra invece sono riconducibili alla scuola di Pietro da San Vito e risalgono del XVI secolo.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525653012  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">LA CHIESA DI SAN MICHELE<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Originariamente la parrocchia di Arzene era la chiesa di S. Margherita. La chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo appare come titolare solo dalla prima met\u00e0 del XV secolo. Infatti si ha notizia della nomina del primo parroco il 4 giugno 1453. La chiesa sarebbe stata costruita nel 1440, consacrata nel 1660 per poi essere demolita nel 1954, quando si costruisce la chiesa attuale atta a contenere la cresciuta popolazione. All\u2019interno sono tutt\u2019ora visibili l\u2019altare maggiore e le statue marmoree di San Michele e San Giovanni Battista opera del veneziano Giovanni Caribolo del 1689.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525682104  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">SAN LORENZO<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vilam de San Laurentio \u00e8 cos\u00ec che il paese compare scritto in una bolla di protezione concessa in Verona da papa Urbano III al vescovo di Concordia, Gervico, nel 1186; anche se il sito era abitato precendemente gi\u00e0 in epoca romana come testimoniano i resti archeologici. Un\u2019antica storia che si ritrova oggi nelle tessiture delle mura, nei profumi dei cortili, nella duratura operosit\u00e0 degli orti. Le acque della Rupa e la statua del contadino sulla fontana a lui dedicata accompagnano lo scorrere di vite nella piazza del paese.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525747355  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">ANTICA CHIESA PARROCCHIALE<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antica chiesa parrocchiale di Santa Maria e San Lorenzo Martire era in origine un oratorio campestre edificato nel VI secolo. La consacrazione dell\u2019altare nel 1348 segn\u00f2 la fine della tremenda epidemia di peste nera che colp\u00ec anche San Lorenzo e nel 1524 venne ampliata per contenere l\u2019aumentata popolazione. Alla fine del XVIII secolo la chiesa assume l\u2019aspetto attuale. All\u2019INTERNO sono visibili diversi Santi affrescati come ex voti e risalenti al XVI secolo. Partendo da sotto il campanile si trovano: San Bellino martire protettore dei morsicati da cani rabbiosi (ecco perch\u00e9 il cane in primo piano), con i due committenti; Santa Lucia; San Rocco (protettore pellegrini e appestati); San Giuseppe con il Bambino realizzato dall\u2019artista Pietro da San Vito; San Giobbe con il corpo ricoperto da piaghe e vermi esempio della pazienza e fede in Dio (unica opera conosciuta dell\u2019artista locale Giovanni Paolo di Valvasone); infine un altro San Rocco. Accanto alla porta laterale sorge l\u2019affresco pi\u00f9 antico e misterioso della chiesa raffigurante un DIAVOLO incatenato con attributi femminili risalente forse alla met\u00e0 del XIV secolo dall\u2019oscuro significato. Tra il 1595 ed il 1626<br \/>\nvennero eretti i due altari minori: uno dedicato alla Vergine ed a San Giuseppe (a sinistra) e l\u2019altro ( a destra) con una pala raffigurante i santi Valentino (con calice), Antonio da Padova, Francesco d\u2019Assisi, e Carlo Borromeo (in vesti cardinalizie) del 1626. L\u2019altare maggiore in marmi policromi della fine del XVIII secolo presenta due statue ottocentesche di San Lorenzo e Santo Stefano. Il 20 novembre del 1952 si celebr\u00f2 l\u2019 ultima messa mattutina poich\u00e9 il giorno dopo s\u2019inaugur\u00f2 la nuova chiesa odierna parrocchiale.<br \/>\nA San Lorenzo in Via Blata sopravvive intatta la CASA NATALE di HARRY BERTOIA (1915 \u2013 1978) artista e designer di rilevanza internazionale, emigrato giovanissimo negli Stati Uniti dove raggiunge la fama. Fu proprio lo scenario rurale nel quale visse i primi anni della sua vita a porlo in costante risonanza con le forme e i suoni della natura decisivi per la sua formazione artistica.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"heading_group_sc wpb_content_element subtitle_bottom   vc_custom_1624525766039  text-center\">\r\n\r\n\r\n    <h3 style=\"text-align: center;\">CURIOSIT\u00c0<\/h3>\n\r\n\r\n        <span class=\"subtitle\"><\/span>\r\n\r\n<\/div>[vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pier Paolo Pasolini, il grande poeta, regista e scrittore, ha amato profondamente Valvasone, dove, tra l\u2019altro, ha insegnato dal 1947 al 1949 alle Scuole Medie (ospitate allora nella odierna sede delle Scuole Elementari in Via Sant\u2019Elena). Pasolini dedic\u00f2 questi versi all\u2019antico borgo di Valvasone:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u2018La gioia fu completa davanti ai portici a sesto acuto<br \/>\nDell\u2019annosa piazza; subito fin da allora, a quattordici<br \/>\nanni, scopersi quello che in effetti \u00e8 il tesoro di Valvasone:<br \/>\nil grigio, il nero, il silenzio, la vetust\u00e0, le vocali del dialetto\u2019.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/5&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1237&#8243; img_size=&#8221;large&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/5&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1245&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; onclick=&#8221;custom_link&#8221; img_link_target=&#8221;_blank&#8221; link=&#8221;https:\/\/borghipiubelliditalia.it\/borgo\/valvasone-arzene\/&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/5&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1243&#8243; img_size=&#8221;large&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/5&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1241&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; onclick=&#8221;custom_link&#8221; img_link_target=&#8221;_blank&#8221; link=&#8221;https:\/\/borgodelleoche.it\/&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/5&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1239&#8243; img_size=&#8221;large&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;custom&#8221; border_width=&#8221;2&#8243; el_width=&#8221;20&#8243; accent_color=&#8221;#a3a3a3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1624525476993{padding-bottom: 7px !important;}&#8221;][vc_column_text] Sulla destra del Tagliamento, a ridosso dell\u2019antico guado che permetteva il passaggio di viandanti e pellegrini, sorge uno dei borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia: Valvasone. 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